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L’equilibrio.

L’inverno portò acqua.
Molta.

Gennaio portò il freddo, poi la primavera continuò a nutrire la terra con piogge regolari e temperature fresche, fino ai primi giorni di giugno.

La vite aveva fatto provvista.

Poi il cielo cambiò.

L’estate divenne luminosa, asciutta, ventilata. Il sole accompagnò i grappoli, qualche giornata più calda mise alla prova la vigna, ma la terra conservava ancora ciò che l’inverno e la primavera le avevano affidato.

Sotto il sole, c’era ancora l’acqua.

Alla fine di agosto, proprio mentre gli acini entravano nel tempo delicato della maturazione, tornò il fresco.

Quasi che la natura sapesse.

Le giornate accompagnavano la maturazione, le notti ne custodivano lentamente profumi, freschezza e carattere.

Noi osservavamo.

Il 21 settembre Vigna Anfiteatro era pronta.
Vigna Melo chiedeva ancora tempo.

Otto giorni dopo, il 29 settembre, raccogliemmo anche lei.

E mentre Melo entrava in cantina, altre vigne di Podere Forte continuavano il loro cammino: la vendemmia sarebbe terminata soltanto a metà ottobre, con gli ultimi grappoli di Sangiovese e Cabernet Franc.

Acqua e sole.
Calore e fresco.
Attesa e maturità.

Ogni elemento aveva trovato il proprio spazio senza prevalere sull’altro.

La vendemmia 2021 ci ricordò una cosa semplice:
l’equilibrio non è immobilità.
È il momento in cui forze diverse imparano a vivere insieme.

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