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L’armonia.

L’inverno arrivò tardi, quasi in punta di piedi.
Ma il freddo arrivò.

Poi venne la primavera, e con lei la pioggia. Tornò più volte, fino all’inizio dell’estate, senza mai spezzare il ritmo della vite. La terra aveva acqua, la pianta equilibrio.

Tutto sembrava accadere al momento giusto.

I germogli crebbero, i fiori diventarono frutto, gli acini lentamente cambiarono colore. Giorno dopo giorno il Sangiovese trovava il proprio equilibrio tra luce, acqua e terra.

Noi osservavamo.

Perché ci sono annate nelle quali l’uomo deve intervenire, scegliere, proteggere.
E ce ne sono altre nelle quali il gesto più difficile è non disturbare l’armonia.

A settembre le due vigne ci mostrarono ancora una volta quanto può essere diverso il tempo della terra.

Il 16 settembre Vigna Anfiteatro era pronta.

Vigna Melo no.

Abbiamo aspettato.

Un giorno, poi un altro.
Fino al 26 settembre.

Dieci giorni.

Pochi per l’uomo.
Un tempo enorme per un grappolo che sta diventando vino.

Così nacque la vendemmia 2020: senza eccessi, senza rumore, seguendo semplicemente il ritmo che la natura aveva scelto.

Perché l’armonia non si crea.
Si riconosce.

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